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Una firma sul Muretto ?

Il Muretto di Alassio: storia

Storia | Le piastrelle | Miss Muretto | Firma la piastrella



Dal racconto del Maestro Mario Berrino, ideatore del Muretto di Alassio:

...prima di diventare famoso, era un rustico muricciolo di pietrame sconnesso che arginava il terriccio del giardino pubblico L'infelice contrasto con il verde e i fiori delle aiuole mi turbava così squallido era indegno della vivacità dei passanti e della sensibilità degli ospiti seduti ai tavolini esterni del Caffè Roma. Mi tormentava l'idea di dargli un po' di grazia e togliergli, con qualche ornamento, quella miseria. Un giorno entrò al Roma un gigante di una simpatia eccezionale: un omaccione da manate sulle spalle con un pappagallo avvinghiato al collo e a braccetto di un'esile graziosissima donna. Era Ernest Hemingway con il suo pappagallo Pedrito e la moglie Mary. Dopo il grande successo del romanzo "Il vecchio e il mare" e insignito del Premio Nobel per la letteratura, ritornò altre volte con Lady Mary e Pedrito Una sera gli mostrai l'album con la raccolta degli autografi dei più illustri clienti del Caffè Roma e come avevo inserito la sua dedica soggiunsi che, seppure ben rilegato e ben impaginato, quel volume mi era scomodo e non soddisfaceva la mia ambizione di far leggere le celebri firme a tutti. Accennai alla mia intenzione di riportare le firme su piastrelle di ceramica da applicare sul Muretto. Approvò l'idea ma con scarsa convinzione temendo che potessero sembrare degli epitaffi: - Si può tentare - mi disse - ma il risultato non sarà molto allegro, a meno che…e rimase soprappensiero. - A meno che? - Siano diverse una dall'altra. - Si entusiasmò quando precisai che le piastrelle sarebbero state differenti, irregolari, di vivace diverso colore, alternate da ornamenti in ferro battuto, con decorazioni e abbellimenti vari. - Okay Mario. - esclamò - Okay, devi farlo. Con quella di Hemingway collocammo anche le piastrelle del Quartetto Cetra e di Cosimo Di Ceglie. E furono le prime tre.
Per evitare possibili impedimenti comunali trovammo la scappatoia di fare il lavoro alle sei del mattino. Sindaco di Alassio era allora il dottor Torre che di buon mattino gironzolava in cerca di ispirazioni comunali o per constatare i danni della notte e lo zelo dei netturbini. Forse, o senza forse, vedeva anche le piastrelle ma lasciava correre senza obiezioni. Clandestinamente ne posammo altre sei e non giungendo alcun rilievo comunale, proseguimmo, sempre all'alba, ad applicarne altre. I suoi occhi leggermente strabici avevano nel piccolo difetto il grande merito di guardare contemporaneamente due cose diverse: la cassa del Comune e l'avvenire della città Aveva intuito che le piastrelle sul Muretto sostituivano decorosamente quel pietrame sconnesso e potevano interessare i turisti come infatti avvenne e avviene. Alassio ricorderà sempre riconoscente i sindaci dottor Torre e Angelo Ciccione il quale permise il Belvedere a fianco del Muretto.








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